Breve intervista al presidente Franco Savi
Il Presidente della Cooperativa di Abitazione Giuseppe Di Vittorio di Fidenza, Franco Savi, è con Polis (società della Cooperativa) nella presidenza di Agrinascente SpA, la Società che ha dato vita al complesso del Villaggio del Gusto. La prima domanda che sorge spontanea è questa: come le è venuto in mente di costruire cibo al posto di case?
Ha mai visto un orto? Molti cittadini di oggi non sanno neanche da dove si comincia. L’orto è un grande complesso di urbanistica della natura, dove la mano dell’uomo pone sì dei vincoli, ma li pone fino ad un certo punto. Occorre stare attenti alle lune, saper alternare colture, zappare, preparare la terra , seminare al momento giusto, accostare fra loro in un determinato modo verdure e legumi...
Ci vuole dire che il cibo è una casa e che l’orto è un impianto urbanistico?
Nel concreto sì. Noi non possiamo fare a meno del cibo, nè della natura. Così dobbiamo pensare a che cosa significa fare un orto ecologicamente compatibile. E lo stesso discorso vale per il pane o per qualsiasi altro prodotto tipico dell’agroalimentare. Parlare di cibo significa infatti tessere relazioni col mondo, con sazietà e fame, siccità e piovosità.... Noi ci siamo guardati intorno, abbiamo tessuto relazioni con enti, con istituzioni, con aziende agricole... Alla fine ci siamo resi conto della necessità di dover partire, di dare concretezza ai nostri pensieri con fatti certi, nell’intento di ‘costruire’ il cibo –e di offrire un rapporto col cibo- secondo natura. Per questo parliamo oggi di Attoprimo del Villaggio del Gusto.
Come avete affrontato il posizionamento del Villaggio del Gusto, visti i tanti attori che orbitano nella Food Valley di Parma?
Tutti parlano di qualità, di filiere, di prodotti tipici senza fare i conti con il lavoro nei campi. Sembra incredibile ma è così: il settore economico primario, quello che dovrebbe concedere al sudore della fronte la migliore remunerazione economica è in uno stato di palese difficoltà e abbandono. Questa è la verità, che i numeri delle statistiche riescono a tenere sempre meno nascosta, e che nemmeno cambierebbe segno separando fra loro le aziende votate alle produzioni biologiche tradizionali da quelle intensive che producono per l’industria. Quindi il posizionamento del Villaggio del Gusto è esclusivamente legato al riposizionamento delle produzioni sostenibili sul territorio. Noi ospiteremo in sostanza il coraggio di aziende agricole e di trasformazione che effettuano produzioni e lavorazioni ecocompatibili e che tessono nel mercato valori e relazioni non falsificate dalla facile chimera del consumismo, qualsiasi etichetta abbia.
02/11/2009
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